Cabaret Voltaire

la blog-unione di una dada-coppia
martedì, 30 settembre 2008

Ta-daaa (fa una capriola... e cade)

E così torno anche in questo blog pieno di polvere, muffa e ragni giganti, dimostrando di essere una che mantiene le promesse (quaaa). Ho vinto qualche cosa? (credo di no)
Casualmente torno a scrivere, come successo quasi due anni fa qualche post più sotto, la sera prima di partire per il Friuli. Stavolta vado a trovare il mio fidanzatino con uno scopo ben preciso (lo scòpo dello scópo è sempre implicito). Giovedì andremo in Germania perché Raoul vuole comprarsi un camperino e io lo accompagno. Non solo lo accompagno. Mi è stato anch
e affidato l'ingrato compito di riportare poi la sua macchina dall'Alta Baviera in Friuli. Sono più di 600 km e io mi sto già cacando sotto, visto che la macchina la guido una volta ogni due settimane e al massimo finora ho fatto 40 km di seguito. Tra l'altro i miei non ne sanno niente e se dovessi morire a causa di un incidente stradale fategli sapere che almeno sono morta facendo una cosa che non mi piace fare: guidare. Sarà una punizione adeguata per avergli nascosto questa facezia. Tra l'altro c'è da scegliere il nome da dare al camperino e io voglio decidere dopo essere stata in Germania perché sono sicura che troverò lì qualche fonte di ispirazione (tutto tranne wurstel che Raoul è vegetariano e il suo cuoricino non potrebbe sopportarlo). Vado a finire di preparare il borsone (che, mai come stavolta, deve avere un solo requisito: leggero). A lunedì (sempre che non muoia, ovvio).
postato da: emily2222 alle ore 20:04 | link | commenti | commenti
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giovedì, 18 gennaio 2007

Basta un poco di Raoul...

Ricordo che quando ho parlato per la prima volta ai miei genitori di Raoul erano piuttosto increduli e spaventati. Tutto si aspettavano da me tranne che un giorno, all'improvviso, potessi chiedergli di ospitare per 15 giorni uno sconosciuto che, secondo loro, neanche io avevo mai visto.

Quando infatti ho incontrato Raoul per la prima volta, nelle quattro giornate descritte qui e qui, ovviamente non avevo detto niente a nessuno, sapendo che mi avrebbero impedito di incontrare da sola un tizio conosciuto su internet.

I miei, come prima risposta, si misero a ridere, convinti che fosse uno dei miei soliti scherzi. Feci molta fatica a convincerli che parlavo seriamente. Mio padre mi ripeteva in continuazione che quella tra me e Raoul era una storia finita prima di iniziare e che le relazioni a distanza hanno vita breve. Questo avrei detto anche io, se solo in cuor mio non fossi stata certa che quel ragazzo che avevo visto quattro volte in tutto, ma con cui avevo parlato per mesi, era l'uomo della mia vita. Così iniziai la mia lunga e logorante opera di convincimento, cercando di far capire ai miei che potevano continuare a fidarsi di me, come avevano sempre fatto prima di questa pazzia, come la definivano loro.

Alla fine Raoul è stato da me anche più tempo del previsto, e quando è andato via non sono stata l'unica della famiglia a piangere copiosamente. Ma nonostante questo in pochi ancora credevano nella nostra storia. Tutti si preoccupavano per me, pensando che di lì a poco mi avrebbe spezzato il cuore in mille pezzi, tutti a dirmi di stare attenta perché, lo sai, i ragazzi sono fatti così.

Ma così non è stato, per fortuna. E quando Raoul ha deciso di trasferirsi a Roma per stare con me, improvvisamente, tutti hanno capito che la relazione non era seria, ma serissima.

Mio padre, che era stato il primo a denigrare la nostra storia, per giorni ha saltellato per casa dicendo "Valentina è innamorata, Valentina è innamorata. Ahahah". Veniva in camera mia e mi chiedeva "Ma che davéro?", e io "Davéro davéro, pà". Si è prodigato per trovargli una degna sistemazione (...) e ora, probabilmente, gli vuole bene più che a me.

Stesso discorso per mia madre e per la mia nonnina che lo adora perché lui è l'unico in grado di ascoltare i suoi racconti sulla guerra per ore e ore. E mia sorella, approfittando del fatto che è anche un ingegnere saputello, lo sfrutta per ogni compito possibile.

Quanto a me, beh... neanche a dirlo, io lo amo più che mai.

No, niente,tutto questo discorso per dire che: ho trascorso la mattinata a letto, ho un raffreddore pazzesco, mal di testa, mal di stomaco, mal di gola, mal di ossa, forse ho pure la febbre, barlo gozì ghe non zi gabisce niente, devo preparare 10 esami da dare entro marzo, Raoul è a lezione circondato da figone poppute... ma mi ha appena fatto uno squillo e, non so perché, mi sento la donna più felice della terra.

postato da: emily2222 alle ore 15:17 | link | commenti (1) | commenti (1)
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lunedì, 01 gennaio 2007

Quando si sta meravigliosamente non serve altro!

Ho trascorso capodanno con la mia fantastica Audrey, a casa. Il fuoco nel caminetto illuminava il salone, il suo calore cercava di sopraffare quello che proveniva dai nostri cuori. Il suo viso ed il mio a breve distanza. Stretti, distesi sul divano. Scomodi. Stando tanto bene. Fuori ci sono le piazze fredde. Lei è così giovane. Sembra strano non senta la necessità di uscire. A che serve uscire poi? :) Abbiamo sonnecchiato fino quasi a mezzanotte, dopo un po' abbiamo ballato sul tappeto. Senza ospiti. Senza spettatori. Abbiamo riso, ci siamo baciati. Abbiamo dormito ancora abbracciati. Ti amo!
postato da: metamorphosis alle ore 10:05 | link | commenti | commenti
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venerdì, 29 dicembre 2006

Tanto va la gatta al largo che ci lascia lo zampone

Insomma, io tra 3 ore mi devo svegliare (questo è l'unico template del mondo che non fa vedere l'ora dei post. Sono le ore 0.42).

Vado in Friuli a recuperare quello che resta, dopo i bagordi natalizi, del mio fidanzato (conosciuto al grande pubblico col nome di Raoul Bova).

Teoricamente dovrei tornare intorno al 7 gennaio.

Ma le teorie, come tutti sanno, hanno le gambe corte.

Visto che si parla anche di andare a sciare e di fare il Capodanno soli soletti in una montagna, io spero vivamente di non tornare con una gamba rotta.

Ma la speranza, come tutti sanno, è l'oppio dei popoli.

Abbiate pietà. La vecchiaia, l'ora tarda... una spiegazione c'è sempre.

Se non dovessi riapparire magicamente su questi schermi prima della fine dell'anno, auguro a tutti un felicerrimo anno nuovo.

Vado a dormire, a volte ci vuole anche questo.

Arrivederci!

postato da: emily2222 alle ore 00:43 | link | commenti | commenti
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giovedì, 28 dicembre 2006

Cabaret Voltaire: la blog-unione di una dada-coppia

Siore e siori,

la Cabaret Voltaire Production è lieta di presentarvi l'evento più importante del 2006:

la blog-unione tra Raoul Bova (metamorfosi82.splinder.com) e Audrey Hepburn (emily2222.splinder.com).

La cerimonia ufficiale si terrà nel gennaio 2007 (e diventerà l'evento più importante del 2006, d'altronde stiamo parlando di una dada-coppia mica di una coppia qualsiasi) dal momento in cui i due futuri sposi sono in questo momento a 800 km di distanza.

Ma già da domani le cose cambieranno.

Preghiamo tutti i plebei che vogliano unirsi alla folla di vip che assisterà alla cerimonia di spedire richiesta corredata di foto, codice fiscale, conto in banca, e un assegno di almeno 5.000 euro. Un'apposita giuria valuterà le richieste inviate e sceglierà il vincitore. (si informa la gentile clientela che la commisione non rimanderà indietro la foto, né tantomeno l'assegno degli eventuali non vincitori. Ma si sa: l'importante è partecipare).

Giorno e data saranno comunicati in un successivo momento.

Grazie.

La direzione

postato da: emily2222 alle ore 23:31 | link | commenti | commenti
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